Il fumetto come manifesto di impegno civile

Da Oubliette Magazine

Giovedì, 15 settembre. La proiezione che ha maggiormente attirato l’attenzione di Oubliette Magazine, media partner per l’intera parabola settembrina del Festival Sole Luna, si è rivelata quella fuori concorso di Uccellacci! 10 anni di Becchi Gialli”.

img-20160916-wa0005

Presentato dai registi Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, dall’editore Guido Ostanel e da Alberto Polita, fondatore dell’acclamato Treviso Comic Book Festival (il cui supporto al progetto è risultato notevole), il documentario ripercorre attraverso le testimonianze di numerosissimi autori e collaboratori la storia dell’unica casa editrice italiana specializzata nel graphic journalism.

BeccoGiallo fin dal principio ha voluto coinvolgere giovani artisti emergenti indirizzando il loro talento verso il fumetto d’impegno civile, mezzo espressivo privilegiato per narrare le biografie dei grandi personaggi di oggi, di ieri e dell’altro ieri con la leggerezza, l’ironia e il rispetto per la verità documentata e per le persone che l’hanno plasmata adatti ad avvicinare la fetta di pubblico potenzialmente più ricettiva, anche se non necessariamente già fidelizzata al genere.

Da Martin Luther King a Gigi Meroni, da Julian Assange a Che Guevara, da Antonio Gramsci ad Enrico Berlinguer, fino a Pier Paolo Pasolini e Gian Maria Volonté, sono molteplici le figure emblematiche dell’ultimo secolo a trovare collocazione in un sempre più ricco catalogo che sottecchi volge lo sguardo alla nota e quasi omonima rivista satirica italiana attiva durante il primo fascismo.

Nel corso del film si aggiungono poi gli icastici resoconti, introdotti nelle sezioni di fiction dal pupazzo BeccoGiallo (in sé e per sé, non a caso, ambasciatore d’infauste notizie), di quei fatti di cronaca storica, nera ed estera, specchio loro malgrado di una “realtà che fa schifo”, e che come tale deve essere restituita nell’intento prioritario di nutrirne la (scarsa) co(no)scienza da parte di quei giovani italiani i quali, lo sappiamo, leggono poco e proseguono nel loro futuro spesso senza sapere da quale humus culturale stanno muovendo.

Grazie ad approfondimenti sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e l’assassinio di Aldo Moro, il massacro del Circeo e il disastro di Chernobyl, le stragi di Bologna e Piazza Fontana, le tragedie del Vajont e di Ustica, i terremoti del Friuli e dell’Aquila, persino sul caso Unabomber, ma anche sulla mafia, la Shoah, l’immigrazione “spiegate ai bambini”, l’etica e la retorica di questi illustratori si consolidano e si raffinano, e a chi accusa la casa di rinunciare ai grandi numeri, sanno proporre non solo i best-seller (“Peppino Impastato” e “Ilaria Alpi – Il prezzo della verità”), sostenuti da una cerchia di lettori in vistoso aumento, ma anche e soprattutto la propria salda ed inconfondibile identità, non diluibile, non prostituibile ad altri contenitori mediatici più generalisti.

Volendo focalizzaci sull’opera audiovisiva, “Uccellacci! 10 anni di Becchi Gialli” è in definitiva, data la pluralità delle cooperazioni sollecitate, un prodotto verboso ma esaustivo, dal montaggio concitato e caratterizzato da un taglio vicino agli stilemi del piccolo schermo (in questo assomiglia più ad un reportage televisivo che ad lungo cinematografico).

Non si tratta di una menda se lo si considera per quale realmente si presenta, ossia frutto primariamente di una passione viscerale, tale da giustificare persino la nascita di due atti teatrali interamente dedicati al ricordo e al tempo stesso alla promozione del patrimonio artistico di orgoglioso rilievo costituito dalle strisce, autorevoli parimenti se in forma di romanzo.

Gli appassionati certo sapranno apprezzare più degli altri un titolo così sul pezzo, deciso nel mettere a fuoco tematiche e circostanze puntualissime; ma il mondo significante celato dietro l’avvertimento “Attenzione: leggere libri… può causare indignazione”, vera dichiarazione di poetica del film e dei suoi protagonisti, non può che essere destinato ad un pubblico dai molti volti.

MilanoX: la replica di Uccellacci!

milanox

Uccellacci @ Spazio Oberdan

Pubblicato da MilanoX

Ore 16:30 Spazio Oberdan piazza Oberdan (MM porta Venezia)

Uccellacci! 10 anni di BecchiGialli, un documentario che, per la prima volta, ricostruisce la storia del giornalismo a fumetti in Italia testimoniando un’unico caso editoriale nostrano specializzato in fumetto di realtà.

Niente supereroi, niente cowboy, niente alieni, niente vampiri, niente zombie… solo Graphic Journalism.

Dai circuiti delle autoproduzioni e del fumetto underground fino alle luci della ribalta del giornalismo a fumetti oggi tanto richiesto dalla stampa istituzionale: le inchieste, la cronaca, le stragi, le biografie di personaggi storici. Il fumetto perde le sue caratteristiche di mero intrattenimento e finalmente si occupa di cose serie, racconta solo la realtà e diventa così un prezioso strumento d’impegno civile.

La tesi è che qui non si fanno fumetti né per guadagnare soldi né per diventare famosi, ma perché il giornalismo a fumetti è un atto di impegno civile: lascia poco spazio per l’arte fine a se stessa, per i fumetti auto-referenziali, per la fiction… il suo obiettivo è di produrre memoria.

Uccellacci! La prima recensione

Da longtake.it Posted on 11 settembre 2016

evento-speciale-1

Inserita nel programma del MFF (sezione Eventi Speciali), la proiezione in anteprima del documentario Uccellacci! 10 anni di BecchiGialli, preceduta dalla distribuzione di confetti giallo acceso, aveva i toni di una intima riunione di famiglia. BeccoGiallo è una casa editrice veneta che, dal 2005, pubblica graphic novel improntate sulla coscienza civile e l’impegno sociale. Nata a Oderzo (provincia di Treviso) e attualmente in una via acciottolata del centro di Padova, rivendica orgogliosa i suoi dieci anni di vita.

Il documentario narra la sua storia con le voci degli altri. Sullo schermo viene data la parola ai singoli racconti di fumettisti, sceneggiatori e autori legati all’azienda: «Una comunità disseminata sul territorio, dall’ultimo lembo di Sicilia alle Alpi», afferma Guido Ostanel, direttore editoriale.

La regia di Ciaj Anna Rocchi e Matteo Demonte intervalla le loro esperienze al leitmotiv del documentario: il fantoccio pennuto bianco e nero, simbolo della BeccoGiallo, aiuta una ragazza, interpretata dall’attrice teatrale Enrica Chiurazzi, a ricordare la sua identità scorrendo il catalogo editoriale della stessa. In questo puzzle di fumetti su Peppino Impastato, Enrico Berlinguer e Ilaria Alpi si palesa l’intento di sottolineare la risonanza dei fatti storico-politici sulle esistenze dei singoli.

Il nome della casa editrice deriva da una rivista satirica anti-fascista pubblicata dal 1924: il loro simbolo era un merlo col becco aperto, pronto a rivelare ogni scomoda verità. Interessante la connessione con lo struzzo emblema dell’Einaudi, non si tratta di fumetti ma di comune vocazione alla non censura, sfruttando le parole di Norberto Bobbio: «È uno struzzo, quello di Einaudi, che non ha mai messo la testa sotto la sabbia».

Al film ha fatto seguito una tavola rotonda sul graphic journalism in Italia, con alcuni dei volti appena visti in video che parlavano alla platea con informalità, mostrando lo stesso coinvolgimento dei circa 60 minuti di un documentario tecnicamente semplice ma incisivo.

 

Chi c’era? Uccellacci! al MFF

Ecco le immagini della grande giornata di ieri al MFF: abbiamo documentato tutto, passo passo, dai primi saluti del pomeriggio agli abbracci della sera ed è stato bellissimo!

Grazie a tutti di aver partecipato: Matteo Demonte, Enrica Chiurazzi, Alberto Nigro, Guido Ostanel, Elettra Stamboulis, Francesco Barilli, Matteo Fenoglio, Marco Rizzo, Alino, Maurizio Principato e poi ancora grazie a Floriana, Samanta, Sonia, Brunella, Carlo, Marta, Hari, Marco, Wei Jia, Luisa, Eleonora… e a tutti quelli che sono venuti a trovarci.

Le fotografie sono di Giovanni Aloisi, aka urcalagiovanna